venerdì 10 luglio 2009

per Sara

alle 24 di oggi scadono i termini della scommessa........ha ha ha....siamo sicuri che non l'abbia già vinta?....

tieni d'occhio questo post........

giovedì 9 luglio 2009

da ricordare

oggi è un mese.....a quest'ora è un mese.....di cosa lo posterò più avanti

la cooperetiva del mio paese

Una cara amica è riuscita a tracciare la storia di questo piccolo negozio. Un buon lavoro. Brava Terry..... e grazie


COOPERATIVA DI CONSUMO …DI MONTE MAGRE’

Nell’agosto 2008 a Monte Magrè, ha chiuso i battenti la Cooperativa di Consumo e così in questa frazione di Schio non c’è rimasto un negozio per la vendita di prodotti alimentari e prodotti di prima necessità.
Molteplici sono state le ragioni per cui il negozio è stato chiuso, prima fra tutte un bilancio in passivo; altre ragioni, poca frequenza degli abitanti a fare acquisti presso la Cooperativa. D’altro canto le persone anziane sono andate via via scomparendo e le persone più giovani, che abitualmente lavorano a Schio e dintorni, trovano senz’altro più comodo approvvigionarsi presso centri commerciali a loro disposizione.
Così anno dopo anno, amministrazione dopo amministrazione le cose sono andate peggiorando.
C’è da dire che l’ultimo Consiglio di Amministrazione le ha provate tutte per attirare i clienti. Diverse istituzioni ed Enti hanno dato una mano finanziariamente per sanare il bilancio, ma purtroppo non è servito allo scopo.
L’Associazione A.M.M.A. (Abitanti Monte Magrè Associati) e Gli Alpini, si rifornivano dal negozio per le loro necessità relative a camminate, Pasqua Anziano e Festa della Trebbiatura, ma malgrado questo aiuto, le cose non sono cambiate…

… Nel 1973 quando venni a Monte Magrè, chiesi se c’erano negozi dove fare la spesa; mi fu risposto che ce n’erano due; ciò mi spinse a costruire una casetta come seconda casa così mi sentivo tranquilla per ciò che concerneva l’approvvigionamento domestico.

Nel 1975, con la modica cifra di 5.000.- Lire, diventammo soci della Cooperativa. L’essere soci significava fare tutta la spesa presso il negozio e seguire le norme di uno statuto che regolava il buon andamento delle cose; si poteva pagare a fine mese, segnando quanto si spendeva su un libretto. Nel caso che il bilancio annuale fosse risultato attivo, ci sarebbe stato un dividendo tra i soci calcolato in base a quanto da essi speso in negozio durante l’anno sociale. Non venivano dati soldi, ma un buono spesa da consumare in Cooperativa. A mia memoria, negli anni che vanno dal 1973 al 2008, i dividendi saranno stati tre. La Cooperativa non aveva scopo di lucro ed aveva finalità mutualistiche…


…Certo le necessità attuali delle persone sono parecchie diverse da quelle risalenti all’800 ed al ‘900. A quei tempi ogni famiglia era composta da parecchie persone, praticamente nonni, figli, zii, tutti nella stessa abitazione. In effetti le famiglie erano patriarcali ed era questa una forza per la sopravvivenza.
Tutti avevano un’aia dove razzolavano galline, oche anatre ecc., poi c’erano conigli ed infine la stalla con animali più grandi, come mucche,che assicuravano il latte, il formaggio, il burro;capre,anche loro per il latte; pecore per la lana che le donne filavano per calze, maglie ecc.
Gli uomini coltivavano il grano, le patate, le viti; e così erano assicurati farina patate e vino. Ed infine, tutti avevano un orto ed un frutteto dai quali ricavare frutta e verdura.
Gli uomini coltivavano la terra e seguivano le stagioni; tagliavano legna per l’inverno, Qualche volta gli uomini andavano a lavorare”sotto padrone” perché le famiglie numerose avevano tante necessità.
La vita rurale era ben diversa da quella attuale.
A Monte Magrè si viveva una vita “da montanari” perché ovviamente la vita in città era un’altra cosa.
Ogni contrada aveva un forno e le donne al mattino impastavano il pane e lo cuocevano.
C’era una latteria che raccoglieva il latte ed inoltre nel 1896 nacque anche la Cassa Rurale di Monte Magrè. Una piccola banca locale, che con il tempo si sviluppò parecchio.

C’era un solo negozio che vendeva generi alimentari gestito da una famigli del posto i Perin. Questa famiglia pare abbia avuto negozio per circa 300 anni. Alla fine degli anni ’70 venne venduto l’immobile ed il nuovo proprietario tentò l’avventura di un piccolo super-mercato, ma andò male per cui da allora in quei locali, dati in affitto, ci fu sempre una pizzeria che c’è anche attualmente…

…In questo negozio si vendeva di tutto ed all’interno funzionava anche da osteria. Questa famiglia ovviamente faceva il chiaro e lo scuro per i prezzi ed in paese forse tutti i capi famiglia non erano d’accordo su questo punto, per cui decisero di fare una Cooperativa. Un negozio dove vendere di tutto, dove potere usare i propri prodotti come merce di scambio, dove potere ordinare utensili, stoffe, e scarpe, insomma di tutto un poco.
C’era un forno pubblico in un immobile accanto alla latteria e, negli stessi locali il 4 luglio 1922 con atto convalidato dal notaio Bonato, venne fondata la Cooperativa di Consumo di Monte Magrè.

Il Consiglio di Amministrazione era composto da Presidente, Consiglieri, Sindaci.; venne stilato uno statuto che indicava come dovevano comportarsi i Soci ed il Consiglio stesso.
Tutto in regola dunque, visto poi il successo della Banca i montemagredensi si lanciarono in questa avventura. Le quote sociali iniziarono a costare 10 lire, poi 30 lire, poi aumentarono a secondo del costo del denaro ed infine la quota che si pagava ultimamente per essere soci era di 5.000 lire.
La contabilità veniva tenuta da qualcuno dei soci in veste di Sindaco. I Sindaci non avevano potere decisionale, ma dovevano presenziare alle sedute del Consiglio di Amministrazione che si tenevano una volta al mese. Queste dunque le regole ed i Sindaci dovevano farle rispettare…

…In contrà Piazza c’era una famiglia Scortegagna composta da genitori, cinque figlie ed un ragazzo adottato. Le figlie erano Maria Luisa classe 1886, Emilia classe 1895, Rosa classe 1898, un’altra figlia era deceduta ed un'altra era andata da un’altra parte a seguito del marito e non si conosce l’anno di nascita. Del figlio non si sa molto. Queste “signorine” erano soprannominate “caecione” soprannome dovuto al fatto che erano alte e magre, appunto come un “caecio”.

Queste tre “signorine” dunque presero in mano la conduzione del nuovo negozio e lo portarono avanti fino al 1935/1940 trasferendosi poi a Valdagno.
Nella casa da loro lasciata venne ad abitare la famiglia di Luigi Zanrosso, che fu un presidente della Cooperativa; dicono che sia stato valido nel suo lavoro. Luigi Zanrosso fu anche un Consigliere nel Comune di Schio.

La Cooperativa era posta su tre piani, praticamente pianoterra, primo piano e “granaro” che fungeva da magazzino merci, All’interno oltre alle tre donne, vi erano altri commessi in quanto le merci da vendere erano parecchie; persone che andavano anche a provvedere all’acquisto del materiale, con carretti, con moto e qualcuno anche in bicicletta. Le strade che collegavano a Schio ed ai paesi limitrofi. allora non erano asfaltate ed il rifornimento era arduo. Però la buona volontà non mancava e così il negozio andava avanti.
Tanti presidenti si alternarono e qualcuno di loro andava personalmente ad acquistare la roba dai contadini ed a Schio dai fornitori. Ci fu Giovanni Gecchelin , presidente negli anni ‘40 che si fermava a dormire in negozio, per tenere sotto controllo un poco tutto; fu uno dei presidenti che andava in giro con una moto a ritirare materiale per il negozio,

Con Luigi Ruaro(1968/70, anno circa inizio mandato)si corse il rischio di incorporarsi alle Cooperative Vicentine che pretendevano,come garanzia, il possesso dell’immobile. Angelino Ruaro, nipote del presidente in carica e consigliere della cooperativa, si oppose fortemente alla cosa e fu la salvezza perché dopo qualche anno le Cooperative fallirono e quella di Monte Magrè restò aperta, con qualche problema, perché diciamocelo, la Cooperativa ha sempre avuto qualche problema; infatti su alcuni verbali di discorsi fatti dal Consiglio di Amministrazione e Sindaci, reperiti fra i documenti della Cooperativa, negli anni ’40, i presidenti del Consiglio di Amministrazione e dei Sindaci, invitavano i soci ad essere più solleciti nello spendere il loro denaro in negozio, nell’interesse della Cooperativa stessa. Con l’amministrazione di Luigi Ruaro i conti andarono in pareggio (per il momento)…

…Altri presidenti furono Giandomenico Filippi (1985 – 1988 circa) Bernardino Prosdocimi (1988-1996 circa) Francesco Zanrosso(1996-1999 circa) e Miria Costalunga (1999-2008).
Precedentemente ci furono anche Francesco Roana e Egidio Cavalin…

…C’era tanto personale che lavorava per la Cooperativa, si provò ad avere 6 o 7 commessi qualche volta. Si vendevano anche sigarette e valori bollati, (tale licenza fu ceduta con il tempo ai conduttori della pizzeria), miscela per macchine agricole e motorini (fuori dal negozio era sistemata una pompa).

Uno dei commessi, che lavorò più tempo in negozio fu senz’altro Luigi Smiderle(Gigetto) che andava dai contadini a comperare quanto necessitava. Un altro fu Bruno Tomasi che lavorò vent’anni in negozio; era un bravo macellaio; me lo ricordo quando doveva preparare le braciole per la festa paesana che si teneva in agosto e dove veniva eletta una miss (questa festa durò tre stagioni, poi per motivi pratici cessò) era capace di passare la notte a tagliare braciole per il giorno dopo.
Una commessa responsabile della contabilità fu Loretta Sandri che lavorò anche lei per più di vent’anni presso il negozio.
Nel tempo si sono succeduti parecchi commesse e commessi in negozio, più o meno bravi e più o meno simpatici, la maggior parte comunque abitanti di Monte Magrè.

Durante la presidenza di Giacomo Dal Maistro, (1976-1985 circa) la Cooperativa passò parecchi guai.
Il nuovo presidente si trovò a risolvere il caso dell’incidente avuto dalla segretaria Del Consiglio di Amministrazione della Cooperativa, nel quale furono distrutti o resi inagibili alcuni importanti documenti, per cui dovette curare il riassetto degli stessi con nessi e connessi. Ci fu la Legge Visentini che imponeva l’obbligo del registratore di cassa, per cui vennero stabilite nuove regole anche contabili Ci fu un incendio all’interno del negozio che toccò l’angolo dove c’era il trattamento e la vendita della carne, per cui ci furono problemi burocratici. Il conto presso la Cassa Rurale era in rosso e Dal Maistro chiese di potere rientrare con calma nei termini; gli fu accordato di poterlo fare ad interessi zero.
Giacomo Dal Maistro restò in carica 10 anni circa; lasciò la presidenza quando il conto corrente ritornò in attivo.

Il giro di consegne a domicilio non so quando iniziò esattamente ma la memoria di qualcuno lo fa partire negli anni 1974/75; veniva effettuato con un motofurgoncino APE a cura di Ampelio Sella. Il motofurgone fu poi sostituito da un fiorino Fiat. Per questo servizio veniva pagata dal socio, una cifra che non raggiungeva il costo di un caffè al bar.

Una persona che tenne per parecchio tempo la contabilità del negozio, fu Livio Gasparoni, che fece parte anche del Collegio Sindacale. Diversi segretari tennero la contabilità; un consulente di Thiene insegnò a tenerla a diverse persone (una contabilità fatta in casa ma comunque con libri mastri a partita doppia, in regola con le leggi vigenti) e poi per la burocrazia ci si rivolgeva all’Associazione Commercianti. Però con il tempo si dovette provvedere ad affidare la contabilità ad uno studio di commercialisti. Una Responsabile in negozio teneva la prima nota e passava poi i documenti al commercialista. Ciò avvenne nel 1989 sotto la presidenza di Bernardino Prosdocimi…

…Nel 1988,quando da Milano mi trasferiì fissa a Monte Magrè, mi venne chiesto di fare parte del Collegio Sindacale della Cooperativa, come sindaco effettivo. Accettai, ma mi fu anche dato l’incarico di segretaria, cioè dovevo stilare verbali delle assemblee sia del Consiglio di Amministrazione che quelle dei Sindaci, tenere aggiornato il libro dei soci e tutte le faccende burocratiche.
Il primo “lavoro” che mi venne affidato fu quelli di rifare il libro dei soci e fu così che mi accorsi che a Monte Magrè, tutti tranne qualche famiglia,avevano dei soprannomi; in effetti nel ricopiare i nomi, non ne riconoscevo nessuno perché quando parlavano tra loro di un paesano, lo chiamavano con il soprannome.
I soci all’epoca erano circa 124 – 125, ma il numero iniziale superava i 140 iscritti, almeno sul libro soci che mi diedero da rifare. Praticamente quasi tutte le famiglie di Monte Magrè erano socie.
In effetti la Cooperativa era un punto d’incontro tra le persone che la frequentavano, si scambiavano informazioni delle contrade, si sapeva chi stava bene, chi stava male, chi era morto, chi si sposava, chi aspettava figli, insomma un pozzo di notizie ed in effetti non ci si sentiva soli, un salotto per fare quattro chiacchiere e qualche risata.

I lavori di manutenzione, impianti, tinteggiatura ed altri lavoretti all’interno del negozio, venivano effettuati dai consiglieri e dai soci con il solo costo del materiale.
L’inventario annuale veniva fatto dai consiglieri, dai sindaci e dalle commesse.
La Cooperativa quindi era un poco come una grande famiglia.

A parte il personale dipendente che percepiva uno stipendio, i componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale prestavano la loro opera senza retribuzione.

Bernardino Prosdocimi durante il suo mandato tentò di inserire il negozio in qualche Cooperativa più grande, ma purtroppo la metratura del negozio non era sufficiente.
Poi si appurò che il negozio non era a norma e che tanti lavori si dovevano fare altrimenti si poteva rischiare la chiusura. Purtroppo non c’erano soldi!!!

A questo punto si decise che per sistemare il negozio bisognava vendere parte dell’immobile per realizzare quanto necessitava. Ora la Cooperativa occupava solo il piano terra ed il piano superiore serviva da magazzino e ripostiglio di carte inerenti il negozio; tanti articoli infatti, col tempo, non si tennero più.
L’impresa fu ardua, si offrirono prima dei privati all’acquisto e poi alla fine si fece avanti un impresario che in cambio della sistemazione della Cooperativa, si riservava di strutturare sopra il negozio, due appartamenti, togliendo inoltre parecchio spazio anche al piano terra rimpicciolendolo, riducendo così lo spazio delle vendite.

Sarebbe andato tutto bene, se non fosse stato che l’impresario non rispettò i tempi di consegna dei lavori e purtroppo la gente se ne andò altrove a fare spesa, non trovando nel piccolo spazio, rimasto durante i lavori di strutturazione, quanto serviva loro. Questa fu una pagina triste della Cooperativa.
Quando la Cooperativa ristrutturata e rinnovata fu pronta, parecchio tempo era passato i clienti ritornarono, ma non tutti e così un poco alla volta si cominciò a scendere la china.

A nulla valsero le offerte speciali, la raccolta punti , gli sconti e tante altre cose per attirare la gente. I montemagredensi snobbavano la Cooperativa, troppo cara, pochi prodotti, furono trovate tante scuse per non acquistare in negozio. Così passarono gli anni sempre incerti e sempre con il conto in rosso. Nel 2005 i sindaci furono dismessi perché secondo la legge, con il bilancio del negozio, non erano richiesti i sindaci nel nuovo ordinamento; cambiò anche lo statuto in qualche punto. Il presidente dei sindaci che durò più a lungo in carica, presumo sia stato Ugo Scortegagna, (penso 20 anni e forse più, ma non sono certa), che sostituii nel 2002 fino al depennamento dei sindaci.

Ormai, fin dal 2007 c’era aria di chiusura e nell’agosto 2008, il negozio fu chiuso definitivamente…


…Nell’aprile 2009 nei locali della ex Cooperativa di consumo, è stata aperta la “Bottega di Tomas” che vende prodotti di prima necessità, a parte la carne.
Certo non ci sono le marche e tutti i prodotti che ci sono al supermercato, ma la sopravvivenza è assicurata.
I conduttori sono giovani e di buona volontà. Sono contenta che ci siano ancora persone che provvedono alla vendita del necessario in paese, soprattutto per quegli anziani che dovrebbero dipendere da altre persone e che così si sentono più indipendenti.
Anche a nome di quelle persone che hanno sempre avuto fiducia e che lavorarono per la Cooperativa, invio ai gestori del nuovo negozio tanti auguri che le cose vadano un po’ meglio per loro. In bocca al lupo… Alle persone che mi hanno fornito dati per poter scrivere questo articolo, un caloroso ringraziamento. Alla prossima…

Maria Teresa Senna

mercoledì 8 luglio 2009

elicotteri





























ecco una forte emozione..........essere lì

martedì 7 luglio 2009

a te ..e tu sai chi sei

sentirsi dentro una canzone..a me è capitato con questa

37

Nel 2004, a 37 anni, mi ritrovavo a scrivere queste righe:

37 motivi per i quali amo il mio paese da 37 anni

1°: perché si chiama Monte Magré
2°: perché in qualsiasi posto dove vado, trovo sempre qualcuno che non lo conosce e glielo posso descrivere

3°: perché conosco tutti e tutti sanno i fatti di tutti
4°: perché, sicuramente, a qualcuno sto sulle “scatole”
5°: perché, sicuramente, a qualcuno non sto sulle “scatole”

6°: perché riconosco chi arriva in paese per la prima volta
7°: perché al bar trovo insieme “el vecio e anca el bocia”
8°: perché nelle contrade tutti hanno la “caneva” ben fornita e sono sempre pronti ad aprirla
9°: perché esiste ancora “el rosto” e la “polenta onta”
10°: perché tanti lavorano per il paese (e si vede)
11°: perché tanti si lamentano di quelli che lavorano per il paese (e si sente)
12°: perché c’è ancora qualche strada non asfaltata
13°: perché anche se piccola, la piazza c’è
14°: perché un sorriso delle ragazze del paese riscalda….
15°: perché d’estate non fa mai troppo caldo
16°: perché d’inverno nevica (a volte) e finalmente il 4X4 serve a qualcosa
17°: perché quando piove e il cielo è grigio sembra che il paese invecchi
18°: perché la nebbia, che si ferma (troppo poco) vela qualche disordine edilizio
19°: perché nel primo pomeriggio dei giorni estivi, in giro non trovo nessuno
20°: perché nel primo pomeriggio dei giorni invernali, in giro non trovo nessuno
21°: perché d’inverno bevo il “vin brulè” come “in alta montagna” senza sentirmi in colpa
22°: perché d’estate bevo “el spriz” come “in centro” senza sentirmi in colpa

23°: perché posso parlare in dialetto senza sentirmi in colpa
24°: perché di notte c’è il silenzio e di giorno anche
25°: perché i boschi e i prati profumano di buono
26°: perché nei boschi e nei prati trovo ancora quello che per me più conta
27°: perché i colori del bosco d’autunno sono incredibili
28°: perché quando guardo il panorama dal paese capisco il perché di certe fotografie
29°: perché vicino c’è il Pasubio e anche il Carega
30°: perché vicino ci sono le Alpi e anche Venezia
31°: perché il suono delle campane è bello
32°: perché se sono in piazza e le campane suonano, devo urlare per farmi capire
33°: perché quando “facciamo festa” mi diverto…

34°: perché, per divertirmi, posso anche cambiare paese
35°: perché al ritorno, la notte, ne vedo tanti di “animali selvatici”
36°: perché al ritorno, la notte, l’ultimo che mi saluta, è solo il tasso
37°: perché c’è sicuramente qualcuno che non condivide nessuno dei 36 motivi precedenti e non verrà mai ad abitare a Monte Magrè.
Che dire? A me, va bene così.

martedì 7 luglio 2009..mi sono attrezzato anch'io..da oggi inizia un nuovo viaggio... per raccontare fatti, emozioni, esperienze, da condividere, con voi...